Gaetano Mat­teo Pisoni (Ascona, 13 luglio 1713 – Locarno, 4 marzo 1782) è stato un architetto svizzero.

Figlio di Giam­bat­tista Pi­soni e Anna Daria, Gae­tano Mat­teo dopo aver ter­mi­nato gli studi pri­mari presso il Col­le­gio di As­cona, da su­bito si di­mostrò in­cline al di­se­gno; per af­fi­nare le sue doti si recò gio­vane se­di­cenne in Tirolo, dove presso un ca­po­ma­stro del luogo, svolse il suo ti­ro­ci­nio di mu­ra­tore.

Presso questa bot­tega ot­tenne un at­te­stato di co­st­rut­tore mu­nito del si­gillo del Ba­rone di Ress, tut­tora con­ser­vato presso dei dis­cen­denti. Ter­mi­nato il suo ti­ro­ci­nio si mise a per­cor­rere varie con­trade della Germania, Francia e Fiandre af­fi­n­ando le suo co­no­s­cenze.

In se­guito fu a Roma dove fu forte­mente im­pres­sio­nato dalla bel­lezza e ma­gni­fi­cenza delle co­stru­zioni, che ri­ma­sero come segno in­de­le­bile nelle suo opere di chiaro stile tardo barocche. Nel suo viaggio di ri­torno in pa­tria ebbe modo di vi­si­t­are anche Firenze, Mantova e Milano. Più tardi fu nei Paesi Bassi e in Austria dove mise in atto quanto ap­preso in varie co­stru­zioni. In se­guito fu in Liechtenstein, dove il prin­cipe lo chiamò per eri­gere il suo pa­lazzo e dove venne no­mi­nato ar­chi­tetto di corte. Altri la­vori ven­nero ese­guiti dal nos­tro a Vi­enna.

Dopo questa es­pe­ri­enza volle tor­n­are a Roma, dove ri­mase per cin­que anni, ese­guendo vari la­vori as­sieme a suo ni­pote Paolo An­to­nio Pi­soni. Di quel pe­ri­odo sono i di­segni per la chiesa di San Celso a Mi­lano. Tor­nato in pa­tria ese­guì varie co­stru­zioni e i ri­pari di As­cona dalle piene del Maggia. Nel 1750 viene chia­mato a Namur nelle Fi­andre, per rie­di­fi­care la cattedrale di Sant’Albano, forte­mente dan­neggi­ata dalle al­lu­vioni.

Fu poi a Liegi dove co­struì il Se­mi­na­rio ve­s­co­vile e la chiesa col­le­gi­ata di San Gio­vanni Bat­tista. Il 10 marzo del 1760 papa Cle­mente XIII lo in­si­gnì del ti­tolo di Ca­va­liere pontificio. A cui fecero se­guito quelli dello speron d’oro e un ti­tolo no­bi­li­are.

Nel 1763 con let­tera del 17 maggio venne con­vo­cato dal Con­siglio della cit­tà di Soletta per la co­stru­zione della cattedrale di Sant’Orso. Ne con­ce­pì il pro­getto e con il ni­pote Paolo An­to­nio ne ini­ziò l’opera. Questa resta il suo più alto ca­po­la­voro. I la­vori si pro­tras­sero per dieci anni, ma ven­nero ter­mi­nati dal ni­pote.

 I forti con­trasti du­rante l’esecuzione dell’opera e la per­d­ita della mo­g­lie e di un figlio mi­na­rono la vo­lon­tà dell’architetto che nel 1770 la­sciava il can­tiere per ri­en­trare in Ticino. A Lo­carno si ris­posò con la no­bile Giu­sep­pina Orelli, dalla quale ebbe una figlia, Anna Maria. Morì in questa cit­tà il 4 marzo 1782, venne tu­mu­lato nella chiesa dell’Assunta di questa cit­tà.